
Quando si parla di inquinamento elettromagnetico si fa riferimento a diversi tipi di impianti che possono produrlo: quelli di radio diffusione, vedi il caso dei ripetitori di Radio Vaticana a Cesano, di telefonia mobile e gli elettrodotti.
Nella puntata di domani cercheremo di restringere il campo ai soli casi delle antenne di telefonia mobile.
A Roma, dati dall'anno scorso, ce ne sono 2.600 sparse sul territorio. E il loro proliferare è dato dal fatto che il 5 luglio del 2004, il Comune di Roma ha sottoscritto un protocollo di intesa con le società concessionarie di telefonia mobile.
un documento che dovrebbe regolamentare l'installazione, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti di stazioni radio base.
Le società coinvolte sono Tim, Vodafone, H3G e Wind.
Contro questo protocollo si sono schierati i comitati del Coordinamento contro l'elettrosmog che hanno proposto attraverso una delibera di iniziativa popolare la realizzazione di un Piano Regolatore che disciplini gli impianti e revochi il documento firmato da Comune e Gestori telefonici in nome di un regolamento sulla partecipazione di fatto disatteso.
La delibera non è mai arrivata in Consiglio Comunale. E non è l'unica.
Contro questo protocollo si sono schierati i comitati del Coordinamento contro l'elettrosmog che hanno proposto attraverso una delibera di iniziativa popolare la realizzazione di un Piano Regolatore che disciplini gli impianti e revochi il documento firmato da Comune e Gestori telefonici in nome di un regolamento sulla partecipazione di fatto disatteso.
La delibera non è mai arrivata in Consiglio Comunale. E non è l'unica.
postato da: CasaC alle ore 23:08 | Permalink | commenti
categoria:elettrosmog, antenna, telefonia mobile, radio vaticana, protocollo dintesa, cesano
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