lunedì, 09 giugno 2008



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Le comunità rom e sinti che si autorganizzano e per la prima volta scendono in piazza per dire: "Ci siamo, uno per uno, persone prima che zingari. Un corteo che ha sfilato per le vie di Roma, da piazza del Colosseo al Foro Boario, dove proprio venerdì scorso una comunità kalderasha è stata sgomberata e fatta trasferire a Tor Vergata.
Ad organizzare la manifestazione, insieme ai capifamiglia delle comunità che vivono a Roma e non solo, Alexian Santino Spinelli, musicista e docente universitario, rom abruzzese stanco di questo clima di profonda ignoranza intorno a comunità così diverse fra loro.
Con i rom ieri c'era anche Piero Terracina, ebreo sopravvissuto a Birkenau, che nel campo di concentramento ha visto morire più di quattromila rom.





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Un pride che come sempre è stato una festa a cielo aperto, una delle più belle manifestazioni da seguire, per chi è abituato a raccontarle in diretta. Musica, carri, striscioni, ma soprattutto storie. Di persone vere, e di diritti non scontati, per chi non li ha.
Un corteo che a Roma ha sfilato per la prima volta senza il patrocinio del Campidoglio, che non si è potuto concludere a piazza San Giovanni, e che arriva dopo episodi di razzismo e violenza, basta pensare allo speaker di radio Dee Gay aggredito sotto casa, ma anche al blitz della polizia al Prenestino contro alcune transessuali, circondate dalla folla che inveiva contro di loro. Al raid al circolo Mario Mieli.

In un momento in cui qualsiasi percorso verso i diritti civili si è arrestato, nelle totalea sordità della politica e di chi dice che le discriminazioni nei contronti degli omosessuali non esistono, questa piazza ha dato un bel segnale.