lunedì, 14 luglio 2008

Dovrebbe scattare entro le prossime 48 ore la schedatura dei rom a  Roma, ma da dove si partirà per ora non è dato saperlo. Sarà l'inizio di un'operazione che durerà presumibilmente tre mesi e che ha fatto e continua a far discutere. Prima con la scelta del ministro Maroni di far schedare anche attraverso impronte digitali. Cosa che è stata a Napoli ma che non sarà nella capitale, grazie al prefetto Mosca.
Poi con la denuncia della comunità di Sant'Egidio che aveva diffuso una delle schede compilate sempre nel capoluogo campano, con tanto non solo di impronta ma di indicazione dell'etnia e della religione della persona.
Di male in peggio.
Ora a Roma, ma sono per ora indiscrezioni, la scheda conterrà solo dati anagrafici e biometrici (data di nascita, occupazione, provenienza) e dati sanitari. Ciascun foglio sarà conservato negli archivi della Croce Rossa, coinvolta nel censimento insieme a polizia e carabinieri.

Chi finora ha parlato di schedatura però non lo ha fatto a torto. Perchè in questo caso non bastava l'intervento dei vigili urbani, per esempio? E perchè è tutto secretato?
Nel frattempo l'Arci dal meeting antirazzista di Cecina ha lanciato un altro allarme: il censimento potrebbe passare anche dalle scuole. Con una voce apposita per indicare rom, sinti e caminanti.
postato da: CasaC alle ore 19:23 | Permalink | commenti
categoria:napoli, rom , arci, santegidio, cesimento, schedatura roma
martedì, 08 luglio 2008

Ne avrete sentito parlare in questi giorni, dei censimenti dei rom a Napoli e Milano, dove sono già partiti, e a Roma, dove cominceranno presumibilmente giovedì prossimo.
Fra l'identificazione e la schedatura il passo è purtroppo breve, e difatti, come già denunciato la scorsa settimana della comunità di Sant'Egidio, stiamo già assistendo nel capoluogo campano a schede che indicano oltre ai dati anagrafici e allo stato occupazionale anche etnia e religione. Oltre che l'impronta digitale.
Qui nella capitale il prefetto Mosca ha garantito che non verranno prese le impronte, tantomeno ai bambini.
Nel frattempo la Commissione Europea ha deciso di mandare alle autorità italiane una richiesta di informazioni sulle misure assunte dal governo nei confronti dei rom. A partire dal fatto gravissimo di aver voluto dei commissari straordinari ad hoc non per un'emergenza sociale, ma per un popolo.

Ieri c'è stata la prima risposta della società civile rispetto ad una pratica che lede i diritti umani e la dignità della persona: all'iniziativa promossa dall'Arci e dall'Aned, ieri in piazza dell'Esquilino si sono presentate oltre 3.000 persone che si sono fatte prendere le impronte.