lunedì, 31 marzo 2008

Stamattina nella Casa della Città abbiamo ospitato tre storie.
Tre quartieri di Roma con una battaglia comune: quella contro le stazioni radio base per la telefonia mobile.
Gianni Cicioni del Comitato Città Giardino-Cimone ci ha raccontato di come un'antenna che dovrebbe rispettare parametri di tutela per la salute possa sorgere davanti ad un centro oncologico.
Marino Polvani del Comitato ESE, Esquilino Senza Elettrosmog, ha ripercorso due anni di presidio permanete in via Carlo Alberto 53, per impedire l'installazione del ripetitore della Tim, che poi (sorpresa), è arrivato all'improvviso proprio mentre il comitato si riuniva nella sede del primo Municipio con le istituzioni locali.

Tutto vero, come le 24mila firme raccolte per la delibera di iniziativa popolare...

Ma parlare di antenne e di lotta alle antenne vuol dire anche riflettere sui cellulari. Che offrono funzioni sempre più avanzate. E che usiamo spesso senza moderazione. Certo non sono inquietanti alla vista come un stazione radio base, ma non per questo farebbero bene alla salute. Almeno nel lungo periodo e se ne si fa un uso tutt'altro che moderato.
Gli studi in proposito sono ancora contrastanti, ma sentite cosa mi ha raccontato il prfessor Angelo Gino Lewis, della commissione nazionale oncologica...

postato da: CasaC alle ore 20:04 | Permalink | commenti
categoria:elettrosmog, cellulare, esquilino, antenna, città giardino
domenica, 30 marzo 2008


                                     fonte


Quando si parla di inquinamento elettromagnetico si fa riferimento a diversi tipi di impianti che possono produrlo: quelli di radio diffusione, vedi il caso dei ripetitori di Radio Vaticana a Cesano, di telefonia mobile e gli elettrodotti.
Nella puntata di domani cercheremo di restringere il campo ai soli casi delle antenne di telefonia mobile.
A Roma, dati dall'anno scorso, ce ne sono 2.600 sparse sul territorio. E il loro proliferare è dato dal fatto che il 5 luglio del 2004, il Comune di Roma ha sottoscritto un protocollo di intesa con le società concessionarie di telefonia mobile.
un documento che dovrebbe regolamentare l'installazione, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti di stazioni radio base.

Le società coinvolte sono Tim, Vodafone, H3G e Wind.
Contro questo protocollo si sono schierati i comitati del Coordinamento contro l'elettrosmog che hanno proposto attraverso una delibera di iniziativa popolare la realizzazione di un Piano Regolatore che disciplini gli impianti e revochi il documento firmato da Comune e Gestori telefonici in nome di un regolamento sulla partecipazione di fatto disatteso.
La delibera non è mai arrivata in Consiglio Comunale. E non è l'unica.