martedì, 08 luglio 2008

Ne avrete sentito parlare in questi giorni, dei censimenti dei rom a Napoli e Milano, dove sono già partiti, e a Roma, dove cominceranno presumibilmente giovedì prossimo.
Fra l'identificazione e la schedatura il passo è purtroppo breve, e difatti, come già denunciato la scorsa settimana della comunità di Sant'Egidio, stiamo già assistendo nel capoluogo campano a schede che indicano oltre ai dati anagrafici e allo stato occupazionale anche etnia e religione. Oltre che l'impronta digitale.
Qui nella capitale il prefetto Mosca ha garantito che non verranno prese le impronte, tantomeno ai bambini.
Nel frattempo la Commissione Europea ha deciso di mandare alle autorità italiane una richiesta di informazioni sulle misure assunte dal governo nei confronti dei rom. A partire dal fatto gravissimo di aver voluto dei commissari straordinari ad hoc non per un'emergenza sociale, ma per un popolo.

Ieri c'è stata la prima risposta della società civile rispetto ad una pratica che lede i diritti umani e la dignità della persona: all'iniziativa promossa dall'Arci e dall'Aned, ieri in piazza dell'Esquilino si sono presentate oltre 3.000 persone che si sono fatte prendere le impronte.