Dopo 15 anni il centrosinistra perde Roma. Amministrazione comunale e otto municipi su 19, con un ribaltamento fra il primo e il secondo turno per tutti quelli arrivati al ballottaggio, con una rimonta incredibile a vantaggio del candidato minisindaco della destra.
Sulle cause della disfatta se ne sono dette tante, e in effetti non c’è un’unica ragione ad aver provocato questo cambiamento di rotta.
Il candidato Rutelli
Aver candidato Rutelli piuttosto che un volto nuovo, più “fresco” per la politica, sicuramente ha inciso. In negativo. E lo dimostra il fatto che 60mila persone, che non sono certo poche, hanno votato per Nicola Zingaretti, dunque per il centrosnistra alla provincia e per Alemanno al comune.
Un’eventuale amministrazione Rutelli è stata letta come un ritorno al passato, essendo già stato sindaco, e come un segno di continuità con Veltroni. I tanti elettori non hanno fatto distinzione fra loro, mettendoli insieme semplicemente come “i 15 anni del centrosnistra”.
Il fallimento del "modello Roma"
Non a caso a fare la differenza in queste amministrative sono state le periferie. Quelle zone che il modello Roma l’hanno vissuto al contrario, da spettatori lontani e non da protagonisti. Lì dove il disagio si percepisce anche per la mancanza dei servizi più banali, penso alle fermate dei mezzi pubblici, e dove spesso l’unico luogo di aggregazione è un centro commerciale, finché anche quello non spegne le luci e abbassa le serrande.
La percezione dell’insicurezza
Così, dove più servirebbe integrazione, si trova intolleranza, rispetto ai bisogni e ai diritti dell’altro, e paura del diverso. Qui è facile fare presa sulle paure e una campagna securitaria come quella condotta della destra trova, come difatti ha trovato, terreno fertile.
Anche se i reati di fatto sono in calo, è la gente che percepisce un fatto di cronaca, magari anche montato, come un esempio lampante di una situazione più generale.
Mi è capitato di parlare con persone che si definiscono allarmate per la violenza sulle donne, per i furti, perchè non si sentono sicuri, poi se gli si chiede se abbiano avuto un’esperienza diretta o semplicemente possano raccontare il caso di un conoscente, non sanno che dire. Perchè esempi concreti e vicini a loro non ne hanno.
La perdita di contatto della sinistra col territorio
Il voto, come ha dimostrato quello romano, più che ideologico è stato molto “di pancia”.
La gente premia quando vede risultati, e per risultati si intendono anche le piccole cose che migliorano la qualità della vita. Il cassonetto che viene svuotato tutti i giorni, piuttosto che un’area verde che viene preservata dal cemento e dalla speculazione.
Questi risultati la gente non li ha visti. Allora ha preferito premiare non un programma ma una possibilità di cambiamento. Fa niente se tutto a destra.
L’esperienza dei comitati
Fra i comitati cittadini e di quartiere che si ritrovano a combattere battaglie su temi ben precisi, in tanti non hanno votato, oppure alcuni hanno scelto il candidato degli amici di Beppe Grillo, una delle realtà che forse meglio rappresenta un voto di pancia, non politicizzato, o un'alternativa all'astensionismo. Gente che nei municipi ha premiato e riconfermato, anche se comunque con un calo sui numeri, chi ha sentito vicino alle proprie esigenze. Vedi i municipi IX, X, XI.
Radio Popolare Roma
Per noi questo cambiamento sarà senz’altro un’ottima occasione per monitorare e raccontare una realtà diversa.
Ci sono tanti punti su cui servirà una riflessione puntuale.
Per esempio: la sicurezza. Finora se ne è palato in termini di espulsioni, di allontanamento dei campi Rom dal centro abitato. ora bisognerà capire come le parole saranno tradotte in fatti. E in questo ci aiuteranno gli interlocutori della società civile, che abbiamo sempre coinvolto e che dovremmo coinvolgere sempre di più.
Penso alla comunità omosessuale, alle prime polemiche che già ci sono state a proposito del gay pride del 7 giugno prossimo, ma anche al fatto che un registro delle unioni civili si allontana pericolosamente dall’agenda della nuova amministrazione, se mai fosse stato in quella della precedente.
Penso all’emergenza abitativa, che anche Alemanno affronterà. Bisognerà valutare il come. Cosa succederà alle occupazioni (e a roma ce ne sono diverse)? Cosa succederà a chi aspetta lo sfratto
magari per morosità, perchè si è visto raddoppiare l'affitto da un giorno all'altro e non può più sostenerlo?
postato da: CasaC alle ore 18:58 | Permalink | commenti
categoria:sicurezza, destra, voto, rutelli, rom , periferie, alemanno, amministrative, municipi, modello roma, zingaretti, centrosnistra
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