Militari (300) a presidiare stazioni e periferie, più telecamere, presidi anti degrado, addestramento dei vigili urbani all'uso della pistola, lotta alla prostituzione (ma per strada), censimento dei rom.
Questo ed altro nel Patto per Roma, presentato ieri in aula Giulio Cesare, che con tutta probabilità sarà siglato definitivamente il prossimo martedì 22 luglio in Prefettura.
Un documento che di fatto andrà a sostituire quello dell'amministrazione Veltroni arrivato con un fulmine dopo l'omicidio della signora Reggiani, a Tor di Quinto. Oggi c'è stato un vertice in Campidoglio per definirne i dettagli, fra il sindaco Alemanno, i presidenti di Provincia e Regione Zingaretti e Marrazzo e il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano.
Il tutto mentre si definiscono gli ultimi dettagli a proposito delle identificazioni dei rom. Forse giovedì ci sarà una sorta di prova generale del censimento, poi venerdì la Croce rossa dovrebbe comunicare i dettagli dell'operazione in conferenza stampa.
Ci sono però questioni ancora poco chiare: per esempio, se i dati personali finiscono in un archivio della stessa Cri, come è possibile che si parli anche di provvedimenti penali da applicare a chi avesse carichi pendenti? Vuol dire che i dati verranno trattati da chi ha competenze in materia penale, e dunque trasferiti. Quindi il fine della schedatura qual'è? quello come si dice di fornire servizi sanitari (a cui peraltro si può già accedere)oppure no, o almeno non solo?
Nel frattempo le ordinanze "anti tutto", dallo spuntino per strada nelle aree di pregio al bivacco, fino al borsone fuorilegge, hanno colpito ad oggi 21 persone a Roma. Guardacaso tutti cittadini stranieri. C'è chi è stato multato (50 euro) per un panino.
Vi fa schifo tutto questo, vi indigna? O al contrario pensate che vada bene così, che sia giusto? Oppure non pensate nulla, tanto non verranno mai a guardare nel vostro borsone e nessuno vi chiederà di mettervi in fila per essere censiti?
Qualche spunto sulla settimana che va a chiudersi...
I RIFIUTI Lunedì scorso abbiamo dedicato la penultima puntata della Casa della Città ai rifiuti con un occhio particolare alla discarica di Malagrotta. Si avvicina infatti una data importante, quella del 24 giugno, quando il presidente della Regione Marrazzo presenterà in Consiglio il Piano Rifiuti. Un documento che sta spaccando la maggioranza su un punto in particolare: la questione inceneritori e la possibilità di costruire il quarto impianto ad Albano. Martedì il gruppo della Sinistra L'Arcobaleno in Regione ha scritto una lettera per spingere verso alcune correzioni del piano: con un no categorico ai gassificatori ed obiettivi più alti per la differenziata in tempi più brevi, con percentuali oltre il 50% non entro il 2012 ma entro il 2010. Mercoledì è stata la volta di Legambiente Lazio e della sua lettera a Marrazzo.
Oggi, venerdì, il coordinamento contro l'inceneritore di Albano è sceso in piazza, davanti alla sede della giunta di via Garibaldi,
con oltre 3.000 firme raccolte fra i cittadini dei Castelli per bloccare il progetto. Martedì prossimo la nuova manifestazione davanti alla Pisana...
LA SINISTRA, L'OPPOSIZIONE E I MOVIMENTI Mercoledì al Brancaleone c'è stata un'assemblea organizzata dal circolo di Rifondazione sul tema "Quale opposizione nei territori governati dal centrodestra". Un'iniziativa che si poneva un obiettivo importante: mettere in comunicazione le forze politiche, in questo caso del quarto municipio, con le realtà cittadine dei comitati e dei movimenti.
Peccato che poi di fatto i movimenti, dall'Horus occupato all'Asia Rdb non si sono visti.
Spunti interessanti ne sono comunque arrivati, e forse non a caso, dagli interventi delle donne e dei gay, della Casa Internazionale e del circolo Mario Mieli. Una riflessione meno politichese sulla sconfitta ma soprattutto proposte su come ripartire, senza piangersi addosso, dai diritti, dal territorio dallo stare in mezzo alla gente. C'è stato anche chi, dai comitati, ha detto che più che opposizione bisogna fare forza comune su tematiche concrete, del territorio. E qui l'esempio della Bufalotta, col cambio di destinazione d'uso previsto dalla delibera 218, e la battaglia contro la speculazione, in municipio. Ma mettere da parte le ideologie basterà a fare fronte comune?
IL BUCO DI BILANCIO IN CAMPIODOGLIO La notte bianca non si farà perchè non ci sono risorse. Così oggi Alemanno è tornato sul buco nelle casse del comune a proposito di uno degli eventi che non ci saranno più.
A meno che non ci sia un finaziamento integrale da parte di sponsor privati.
Un'accusa grave quella del sindaco nei confronti della precedente amministrazione: avere sinora occultato i dati.
In realtà la questione è ben più complessa e meno allarmistica di quello che appare. E anche sui fondi del salva roam in arrivo dal Governo, i famosi 500 milioni, si tratta di un anticipo per rimpinguare le casse per compensare quello che non ha potuto fare la regione causa deficit sanità.
Ma sentite cosa ci ha detto Marco Causi, ex assessore al bilancio dell'amministrazione veltroni...
Niente più parcheggi a pagamento a Roma, almeno finchè l'amministrazione comunale non provvederà con una nuova delibera a sostituire la precedente 104 del 2004. Alemanno ha deciso infatti di sospendere la sosta tariffata e già 2.700 parchimetri sono stati disattivati. Si parla di quasi 100.000 posti auto.
Tutto ha inizio col ricorso presentato da un comitato del quartiere Ostiense insieme al Codacons, per chiedere la restituzione delle multe inflitte a fronte dell'aumento del numero di aree riservate si sosta. Ora l'associazione dei consumatori ha annunciato anche l'avvio di una class action per chiedere la restituzione delle sanzioni già pagate.
Giusto che si possa parcheggiare ovunque in una città come Roma senza un minimo di regolamentazione?
Incentivando l'uso delle macchine fino al centro, e col rischio di incrementare solo le tasche dei parcheggiatori abusivi?
E come sostituirà il Campidoglio questi introiti in meno? Si parla di quasi 30 milioni di euro...
Nel giorno della prima seduta di consiglio comunale, Alemanno ha incontrato in serata 13 associazioni gay, lesbiche e trans della capitale...
Alla fine l’incontro è andato come lo si immaginava: condanna aperta del sindaco a qualsiasi forma di discriminazione o violenza nei confronti di gay, lesbiche e transessuali, sostegno ad iniziative di sensibilizzazione, di informazione, persino di avviamento al lavoro dedicate.
E come prevedibile, niente patrocino del comune al pride del 7 giugno. Nulla di nuovo, in realtà, più che altro una conferma ufficiale di quanto alemanno aveva già esternato bollando la manifestazione come una forma di esibizionismo sessuale. una scelta che ci ha amareggiato, ha detto il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, un segnale negativo sul tema dei diritti civili che rompe con la tradizione delle precedenti amministrazioni.
Bersaglio centrato dunque, per un primo cittadino che non nasconde l’ intenzione di voler fare tabula rasa di quel "modello Roma" costruito in 15 anni di centrosinstra.
E difatti anche con le associazioni omosessuali cambia tattica.
e’ lui che propone il tavolo, e che si presenta con l’assessore alla cultura Croppi. Dice no al pride ma spiega che non potrebbe fare altrimenti perchè contro le coppie di fatto. Dice si a progetti concreti, che entrano così nel so lungo quanto generico elenco delle cose da fare.
Insomma non preconcetti, nè discriminazione, piuttosto semplice politica, come ha ben interpretato la presidente del circolo Mario Mieli Rossana Praitano.
Dopo 15 anni il centrosinistra perde Roma. Amministrazione comunale e otto municipi su 19, con un ribaltamento fra il primo e il secondo turno per tutti quelli arrivati al ballottaggio, con una rimonta incredibile a vantaggio del candidato minisindaco della destra.
Sulle cause della disfatta se ne sono dette tante, e in effetti non c’è un’unica ragione ad aver provocato questo cambiamento di rotta.
Il candidato Rutelli
Aver candidato Rutelli piuttosto che un volto nuovo, più “fresco” per la politica, sicuramente ha inciso. In negativo. E lo dimostra il fatto che 60mila persone, che non sono certo poche, hanno votato per Nicola Zingaretti, dunque per il centrosnistra alla provincia e per Alemanno al comune.
Un’eventuale amministrazione Rutelli è stata letta come un ritorno al passato, essendo già stato sindaco, e come un segno di continuità con Veltroni. I tanti elettori non hanno fatto distinzione fra loro, mettendoli insieme semplicemente come “i 15 anni del centrosnistra”.
Il fallimento del "modello Roma"
Non a caso a fare la differenza in queste amministrative sono state le periferie. Quelle zone che il modello Roma l’hanno vissuto al contrario, da spettatori lontani e non da protagonisti. Lì dove il disagio si percepisce anche per la mancanza dei servizi più banali, penso alle fermate dei mezzi pubblici, e dove spesso l’unico luogo di aggregazione è un centro commerciale, finché anche quello non spegne le luci e abbassa le serrande.
La percezione dell’insicurezza
Così, dove più servirebbe integrazione, si trova intolleranza, rispetto ai bisogni e ai diritti dell’altro, e paura del diverso. Qui è facile fare presa sulle paure e una campagna securitaria come quella condotta della destra trova, come difatti ha trovato, terreno fertile.
Anche se i reati di fatto sono in calo, è la gente che percepisce un fatto di cronaca, magari anche montato, come un esempio lampante di una situazione più generale.
Mi è capitato di parlare con persone che si definiscono allarmate per la violenza sulle donne, per i furti, perchè non si sentono sicuri, poi se gli si chiede se abbiano avuto un’esperienza diretta o semplicemente possano raccontare il caso di un conoscente, non sanno che dire. Perchè esempi concreti e vicini a loro non ne hanno.
La perdita di contatto della sinistra col territorio
Il voto, come ha dimostrato quello romano, più che ideologico è stato molto “di pancia”.
La gente premia quando vede risultati, e per risultati si intendono anche le piccole cose che migliorano la qualità della vita. Il cassonetto che viene svuotato tutti i giorni, piuttosto che un’area verde che viene preservata dal cemento e dalla speculazione.
Questi risultati la gente non li ha visti. Allora ha preferito premiare non un programma ma una possibilità di cambiamento. Fa niente se tutto a destra.
L’esperienza dei comitati
Fra i comitati cittadini e di quartiere che si ritrovano a combattere battaglie su temi ben precisi, in tanti non hanno votato, oppure alcuni hanno scelto il candidato degli amici di Beppe Grillo, una delle realtà che forse meglio rappresenta un voto di pancia, non politicizzato, o un'alternativa all'astensionismo. Gente che nei municipi ha premiato e riconfermato, anche se comunque con un calo sui numeri, chi ha sentito vicino alle proprie esigenze. Vedi i municipi IX, X, XI.
Radio Popolare Roma
Per noi questo cambiamento sarà senz’altro un’ottima occasione per monitorare e raccontare una realtà diversa.
Ci sono tanti punti su cui servirà una riflessione puntuale.
Per esempio: la sicurezza. Finora se ne è palato in termini di espulsioni, di allontanamento dei campi Rom dal centro abitato. ora bisognerà capire come le parole saranno tradotte in fatti. E in questo ci aiuteranno gli interlocutori della società civile, che abbiamo sempre coinvolto e che dovremmo coinvolgere sempre di più.
Penso alla comunità omosessuale, alle prime polemiche che già ci sono state a proposito del gay pride del 7 giugno prossimo, ma anche al fatto che un registro delle unioni civili si allontana pericolosamente dall’agenda della nuova amministrazione, se mai fosse stato in quella della precedente.
Penso all’emergenza abitativa, che anche Alemanno affronterà. Bisognerà valutare il come. Cosa succederà alle occupazioni (e a roma ce ne sono diverse)? Cosa succederà a chi aspetta lo sfratto
magari per morosità, perchè si è visto raddoppiare l'affitto da un giorno all'altro e non può più sostenerlo?
L'aggressione poco lontano dalla stazione la Storta non ha convinto neppure la Procura di Roma. Che ha deciso di affiancare al pm Amelio un'altra pm che lavorerà con lui al caso.
Giovedì è stato ascoltato uno dei due testimoni,Bruno Musci, il supporter di Alemanno a Corviale, durante l'iniziativa del 16 marzo scorso, per la firma del patto per Roma. Ieri l'altro uomo che era con lui, Massimiliano Crepas.
Entrambi devono chiarire la dinamica dei fatti perchè non solo l'orario dell'aggressione non è certo, ma nemmeno più il giorno. Tutto infatti potrebbe essere accaduto esattamente 24ore prima: la sera di mercoledì 16 aprile.
Sembra quasi certo che nessuno dei due si sia attivato per salvare subito la ragazza aggredita. Entrambi avrebbero raccontato di aver visto quell'uomo che le copriva la bocca con un braccio, e di essersene andati. Solo in un secondo momento, avendo incrociato una volante dei carabinieri, avrebbero dato l'allarme.
Domani ci saranno comunque nuovi sopralluoghi nella zona, e presto sarà sentita anche la moglie di Joan Rus, partita per la Romania esattamente il 16...
Ecco quanto hanno preso in percentuale e in numero di voti tutti i candidati a sindaco di Roma.
David GRAMICCIOLI
3.544
0,21
Franco GRILLINI
13.62
0,82
Armando MORGIA
8.776
0,53
Giovanni ALEMANNO
677.350
40,74
Umberto CALABRESE
1.269
0,08
Francesco STORACE
55.384
3,33
Luciano CIOCCHETTI
52.364
3,15
Pietro DE STEFANI
2.903
0,17
Dario DI FRANCESCO
12.063
0,73
Susanna CAPRISTO
4.969
0,30
Francesco RUTELLI
761.126
45,77
Mario BACCINI
12.202
0,73
Michele BALDI
13.039
0,78
Serenetta MONTI
44.185
2,66
Ed ecco cosa succede ora. Intanto il 27 e 28 aprile si torna alle urne per il ballottaggio. La Destra di Storace ha già confermato l'apparentamento con Alemanno, quindi quei voti confluiranno sul candidato del Pdl. Neanche le parole della comunità ebraica, a proposito di questo accordo sono servite a molto. Lo stesso Alemanno come poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di prendersi un 3,33% di voti praticamente sicuri?
Così a Riccardo Pacifici, neoeletto presidente, che aveva detto: "Se sarà accordo politico con chi mette il fascismo fra i suoi valori, prenderemo posizione", ha risposto semplicemente: "Non accettiamo diktat da nessuno".
Il rischio di una destra e non solo di un centrodestra al Campidoglio non è ancora scongiurato, perchè resta da capire come si muoverà l'Udc. Che ha detto chiaramente che sostenere Rutelli potrebbe essere un problema per la presenza della Sinistra L'arcobaleno nella coalizione.
Per dirla con le parole del segretario romano di Rifondazione Smeriglio: "Vogliamo davvero che questa città finisca in mano ad Alemanno, Storace e Iannone di Casa Pound?"