martedì, 15 luglio 2008

Militari (300) a presidiare stazioni e periferie, più telecamere, presidi anti degrado, addestramento dei vigili urbani all'uso della pistola, lotta alla prostituzione (ma per strada), censimento dei rom.
Questo ed altro nel Patto per Roma, presentato ieri in aula Giulio Cesare, che con tutta probabilità sarà siglato definitivamente il prossimo martedì 22 luglio in Prefettura.

Un documento che di fatto andrà a sostituire quello dell'amministrazione Veltroni arrivato con un fulmine dopo l'omicidio della signora Reggiani, a Tor di Quinto. Oggi c'è stato un vertice in Campidoglio per definirne i dettagli, fra il sindaco Alemanno, i presidenti di Provincia e Regione Zingaretti e Marrazzo e il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano.

Il tutto mentre si definiscono gli ultimi dettagli a proposito delle identificazioni dei rom. Forse giovedì ci sarà una sorta di prova generale del censimento, poi venerdì la Croce rossa dovrebbe comunicare i dettagli dell'operazione in conferenza stampa.
Ci sono però questioni ancora poco chiare: per esempio, se i dati personali finiscono in un archivio della stessa Cri, come è possibile che si parli anche di provvedimenti penali da applicare a chi avesse carichi pendenti? Vuol dire che  i dati verranno trattati da chi ha competenze in materia penale, e dunque trasferiti. Quindi il fine della schedatura qual'è? quello come si dice di fornire servizi sanitari (a cui peraltro si può già accedere)oppure no, o almeno non solo?

Nel frattempo le ordinanze "anti tutto", dallo spuntino per strada nelle aree di pregio al bivacco, fino al borsone fuorilegge, hanno colpito ad oggi 21 persone a Roma. Guardacaso tutti cittadini stranieri.  C'è chi è stato multato (50 euro) per un panino.

Vi fa schifo tutto questo, vi indigna? O al contrario pensate che vada bene così, che sia giusto? Oppure non pensate nulla, tanto non verranno mai a guardare nel vostro borsone e nessuno vi chiederà di mettervi in fila per essere censiti?

lunedì, 14 luglio 2008

Dovrebbe scattare entro le prossime 48 ore la schedatura dei rom a  Roma, ma da dove si partirà per ora non è dato saperlo. Sarà l'inizio di un'operazione che durerà presumibilmente tre mesi e che ha fatto e continua a far discutere. Prima con la scelta del ministro Maroni di far schedare anche attraverso impronte digitali. Cosa che è stata a Napoli ma che non sarà nella capitale, grazie al prefetto Mosca.
Poi con la denuncia della comunità di Sant'Egidio che aveva diffuso una delle schede compilate sempre nel capoluogo campano, con tanto non solo di impronta ma di indicazione dell'etnia e della religione della persona.
Di male in peggio.
Ora a Roma, ma sono per ora indiscrezioni, la scheda conterrà solo dati anagrafici e biometrici (data di nascita, occupazione, provenienza) e dati sanitari. Ciascun foglio sarà conservato negli archivi della Croce Rossa, coinvolta nel censimento insieme a polizia e carabinieri.

Chi finora ha parlato di schedatura però non lo ha fatto a torto. Perchè in questo caso non bastava l'intervento dei vigili urbani, per esempio? E perchè è tutto secretato?
Nel frattempo l'Arci dal meeting antirazzista di Cecina ha lanciato un altro allarme: il censimento potrebbe passare anche dalle scuole. Con una voce apposita per indicare rom, sinti e caminanti.
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categoria:napoli, rom , arci, santegidio, cesimento, schedatura roma
venerdì, 11 luglio 2008

8.106

Sono passati 13 anni dal massacro di Srebrenica, e oggi i resti di 306 persone identificate attraverso il dna sono stati tumulati, vicino alle altre 1907 tombe. tutti gli altri, fra quegli ottomilatrecentosei bosniaci musulmani morti, sono ancora senza nome. Al cimitero di Potocari c'erano 30mila persone.
Non è stato molto tempo fa e non è stato così lontano da non poter vedere.


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categoria:srebrenica, balcani, commemorazione, potocari
martedì, 08 luglio 2008

Ne avrete sentito parlare in questi giorni, dei censimenti dei rom a Napoli e Milano, dove sono già partiti, e a Roma, dove cominceranno presumibilmente giovedì prossimo.
Fra l'identificazione e la schedatura il passo è purtroppo breve, e difatti, come già denunciato la scorsa settimana della comunità di Sant'Egidio, stiamo già assistendo nel capoluogo campano a schede che indicano oltre ai dati anagrafici e allo stato occupazionale anche etnia e religione. Oltre che l'impronta digitale.
Qui nella capitale il prefetto Mosca ha garantito che non verranno prese le impronte, tantomeno ai bambini.
Nel frattempo la Commissione Europea ha deciso di mandare alle autorità italiane una richiesta di informazioni sulle misure assunte dal governo nei confronti dei rom. A partire dal fatto gravissimo di aver voluto dei commissari straordinari ad hoc non per un'emergenza sociale, ma per un popolo.

Ieri c'è stata la prima risposta della società civile rispetto ad una pratica che lede i diritti umani e la dignità della persona: all'iniziativa promossa dall'Arci e dall'Aned, ieri in piazza dell'Esquilino si sono presentate oltre 3.000 persone che si sono fatte prendere le impronte.